giovedì 27 novembre 2008

Una mattina di neve

Cara M.,
mi sono svegliato sognandoti, ed una volta sveglio persino la radio mi parlava di te. Stamattina mi manchi davvero. Quanto vorrei che la realtà fosse diversa.
A.

Tu non rispondi più al telefono
E appendi al filo ogni speranza mia
Io non avrei creduto mai di poter
Perder la testa per te
All'improvviso sei fuggito via
Lasciando il vuoto in questa vita mia
Senza risposte ai miei perché
Adesso cosa mi resta di te

Non c'è non c'è il profumo della tua pelle
Non c'è il respiro di te sul viso
Non c'è la tua bocca di fragola
Non c'è il dolce miele dei tuoi capelli

Non c'è che il veleno di te sul cuore
Non c'è via d'uscita per questo amore
Non c'è non c'è vita per me, più
Non c'è non c'è altra ragione che mi liberi l'anima

Incatenata a notti di follia
Anche in prigione me ne andrei per te
Solo una vita non basta
Per me

E anche l'estate ha le sue nuvole
E tu sei l'uragano contro me
Strappando i sogni ai giorni miei te ne sei
Andato di fretta perché

Non c'è non c'è che il veleno di te sul cuore
Non c'è via d'uscita per questo amore
Non c'è non c'è vita per me, più
Non c'è non c'è altra ragione per me

Se esiste un Dio non può scordarsi di me anche se
Fra lui e me c'è un cielo nero nero senza fine
Lo pregherò lo cerchero e lo giuro ti troverò
Dovessi entrare in altre dieci cento mille vite

In questa vita buia senza di te sento che
Ormai per me sei diventato l'unica ragione
Se c'è un confine nell'amore giuro lo passerò
E nell'immenso vuoto di quei giorni senza fine
Ti amerò

Come la prima volta a casa tua
Ogni tuo gesto mi portava via
Sentivo perdermi dentro
Di te

Non c'è non c'è il profumo della tua pelle
Non c'è il respiro di te sul viso
Non c'è la tua bocca di fragola
Non c'è il dolce miele dei tuoi capelli

Non c'è...
Non c'è...
Non c'è...
Più non c'è non c'è altra ragione per me

mercoledì 4 giugno 2008

Memorie

M., sono passati anni, eppure ancora rivedo il tuo sorriso ed il tuo sguardo quando chiudo gli occhi. Il ricordo della tua indecisione e del tuo imbarazzo quando ci baciammo la prima volta, e la passione che cominciasti a trasmettermi le volte successive: rivivono nella mia memoria come se tutto fosse successo ancora ieri. Ricordo i lineamenti del tuo viso, e le carezze che non riuscivo a non darti mentre dormivi con la testa poggiata sulle mie gambe al parco, durante quel caldo pomeriggio in cui ti venni a trovare. Ricordo l'espressione del tuo viso, bella come il viso di Venere. E mi ritorna in mente quel pazzo bagno al mare, quando anche senza costume nè asciugamani decidemmo di entrare in acqua solo perché ce ne era venuta una voglia matta. E ricordo i tuoi abiti, che sulla pelle bagnata, facevano intravvedere particolari amati del tuo corpo di ragazza. Ricordo che mi vergognavo a guardarti negli occhi, e che il mio cuore batteva forte forte quando ti tenevo per mano. Ricordo che ogni nostro incontro era per me come il primo, perché quando vedevo avvicinarti al portone di casa mia il mio respiro si fermava per un istante. Ricordo i baci rubati sulle scale di casa tua, tra gli alberi, sempre due gradini più in basso di te per poter avere le tue labbra incollate alle mie, osservarti il viso e stringerti stretta a me il più possibile. E poi ricordo i miei sbagli, la mia insicurezza, e quel week-end che ti ha portata via da me... Lo smarrimento, il tradimento, la rabbia, ed ancora la rabbia, che mi pervase il cuore per lunghi mesi passati a cercare di cancellare con l'odio l'amore che ancora provavo per te. Ed ora, nel ricordo, continuo ad amare quell'immagine di te che mi è restata impressa nel cuore e nella mente. Nella ragione so che tu non sei più Lei, ma quel sentimento nato 15 anni fa ancora vive, e vivrà finché la morte non lo sigillerà nel nulla, quello stesso nulla che mi avvolge quando penso a te che non sei più con me.

Mia cara...

La flotta si accinge a sferrare l'attacco alla postazione Tardassiana su Omega-1, ed io sono qui a pensare a te, nell'attesa di essere spedito in battaglia. Il morale dei compagni è buono, ma tutti sanno che l'esito della battaglia è altamente incerto. Nonostante la nostra tecnologia abbia fatto un incredibile balzo in avanti dopo i ritrovamenti di Beta-Alpha-23, la tecnologia Tardassiana potrebbe essere ancora superiore alla nostra, ma non ci è più consentito aspettare. In caso di attacco Tardassiano potremmo ritrovarci notevolmente svantaggianti, pertanto l'Alto Comando delle Nazioni Unite ha deciso per un attacco a sorpresa alla postazione Tardassiana di Omega-1, quella con il più piccolo contingente militare. Secondo i nostri strateghi, una vittoria su Omega-1 potrebbe consentirci di entrare in possesso di importanti informazione sull'attuale potenziale bellico dei Tardassiani. Entrare in possesso di parte della loro tecnologia ci consentirebbe di essere in grado di sviluppare nuove armi in grado di sfondare gli scudi energetici a protezione delle loro bombardieri.
Continuano a ripeterci che tutto andrà bene, e che la missione sarà il più grande successo della nostra divisione, qualcosa di cui andare fieri, eppure ho una gran paura. Ho paura di non fare più ritorno da te, di non essere lì per il primo compleanno della nostra piccola. Ho paura di lasciarti a crescere nostra figlia da sola, e di non poterti essere vicino.
Però allo stesso tempo sento il dovere di essere qui a combattere per il futuro, nostro e dei nostri figli. Ormai è giunto il momento di fare qualcosa contro gli invasori e di riprenderci ciò che è nostro. Ricordi ancora il giorno in cui ci siamo incontrati? Il calore dei raggi solari, la sensazione piacevole del vento sulla pelle. Non sai quanto vorrei poter rivivere quel giorno, con te accanto. E non sai quanto vorrei che un giorno nostra figlia possa avere la possibilità di vivere quello che noi e le generazioni che ci hanno preceduto hanno potuto vivere. Il genere umano e la Terra si appartengono, e lo sento da quando siamo dovuti fuggire sulla colonia Mars-7: sento di aver lasciato parte della mia essenza dietro di me.
Mia cara, se dovesse succedere qualcosa non piangere e non farti prendere dalla disperazione. Devi essere forte, sempre, perché la nostra piccola ha bisogno di te. Io vedrò di tornare da voi il prima possibile. Mi mancate da morire.
Ora devo concludere la trasmissione. Tra 25 secondi inizia il silenzio radio.
Ti amo.
A.

giovedì 22 maggio 2008

No title

Seduto a questa sedia osservo il mondo.
Attraverso uno squarcio tra gli alberi
scorgo prati verdi oltre la valle,
con colline gravide rivolte al cielo.
Una finestra sulla volta celeste.

mercoledì 21 maggio 2008

La fine

Non lo sa nessuno se sopravviveremo anche questa volta. I bombardamenti non cessano, e siamo ormai a corto di viveri. Gli adulti cercano di tranquillizzare i bambini, ma è difficile tranquillizzare qualcuno quando nemmeno tu sai come andrà a finire. Ormai siamo tutti terrorizzati. Il terrore è entrato nei volti e negli sguardi di tutti, e te ne accorgi dalle occhiaie: chi è spaventato a morte non riesce più a riposare. Ed è già da sei giorni che tutto ciò va avanti. Da un momento all'altro il nostro rifugio potrebbe essere scoperto e noi tutti uccisi. Non avrei mai pensato che il destino potesse riservarci tutto ciò. Avevamo tutto, ed ora ci stiamo autodistruggendo. Non ho ancora compreso le ragioni di questa guerra, e più passa il tempo più non riesco a farmene una ragione. Perché è successo tutto ciò? Perché??? Ti svegli un giorno e ti accorgi che il mondo è cambiato. Anzi, no, ho sbagliato. Il mondo non può cambiare così rapidamente. Se il mondo che vedo è così, è solo perché l'uomo, ad un certo punto, si è lasciato andare ed ha tirato fuori l'essere animale che covava al suo interno. Forse tutto ciò è cominciato perché dentro siamo tutti degli animali, delle bestie che hanno una sorta di bramosia per il sangue. Siamo bestie dai denti grondanti di sangue, e questo ci piace.

domenica 4 maggio 2008

Il SOLE

Non ricordo quando fu l'ultima volta che uscii. Deve essere stato almeno tre mesi fa. Sì, tre mesi fa, subito dopo la festa di compleanno di Janine... Per una volta che ci era stato consentito di festeggiare non potevamo certo rispettare il divieto di uscire all'esterno. Poi, in fin dei conti, che differenza fanno 2 mesi di vita in meno se la vita non è più vita.

Da quando è terminata la guerra saremmo sì e no usciti al massimo 4 volte. 4 volte in 10 anni. Non ce la faccio più a stare in questo dannatissimo posto. Pur sforzandomi di chiamarlo casa, questa non è una casa. Non c'è nulla che mi ricordi la nostra vecchia casa. Nulla. Me lo ricordo ancora molto bene l'odore tipico di casa, l'atmosfera che si respirava. Qui invece non c'è alcun odore. Questi stupidi filtri, pur mantenendoci in vita, rendono la nostra vita asettica. Per non parlare poi dell'atmosfera che invece si respira qui dentro. No, non sarà mai casa questa, e non potrà nemmeno mai esserlo. In fin dei conti tutto ciò è stato creato per permetterci di sopravvivere, non certo di "vivere". Ma lasciamo stare.

Allora, sì, questa mattina finalmente ho rimesso il muso fuori dallo shelter! Non mi piace contravvenire alle regole, ma questa mattina ho sentito dentro di me come un impulso irrefrenabile ed una voce che mi spingevano ad uscire. In realtà credo che tutto ciò sia nato dall'ultima conversazione avuta con Mark due giorni fa. Il suoi occhi mentre descriveva ciò che aveva visto all'esterno, brillavano. Non avevo mai visto Mark così carico. E' una persona che ama sorridere, anche se di questi tempi non c'è poi molto di cui essere felici, ma così come lo vidi due giorni fa non mi era mai capitato di vederlo. Si capiva che ciò che aveva visto lo aveva completamente rapito. Ed è forse per questa ragione che, dopo due giorni con questo tarlo nella testa, mi sono deciso di uscire. Dovevo vederlo! Dovevo vedere il SOLE!

Le uscite dello shelter sono tutte sorvegliate, per cui non ho nemmeno provato a raggirare il turno di guardia. Mi sono affidato a quanto mi aveva detto Mark, ovvero che esisteva un condotto di aerazione al di sopra della sezione 24AB01, attualmente in manutenzione. Anche l'ultima volta che eravamo usciti avevamo utilizzato uno di questi condotti in manutenzione. Così, con la scusa di recarmi all'area commerciale della sezione 24AB02, sono riuscito ad intrufolarmi nella sezione in manutenzione ed a trovare il condotto di aerazione. Appena entrati in uno di questi condotti di aerazione in manutenzione si sente subito che c'è qualcosa di diverso: quell'aria che sa di... aria. Non so spiegarlo scientificamente, ma quell'aria ti riempie i polmoni in un modo diverso dall'aria che respiriamo qui sotto.

Comunque, risalito attraverso il condotto, smontato il pannello e la griglia esterni, ho finalmente rivisto il cielo. Non c'è voluto molto a capire il perché di quegli occhi: il cielo, che era sempre stato completamente grigio tutte le volte che ero riuscito a mettere il muso fuori da Neo Esperantia, questa volta presentava uno squarcio azzurro intenso. WOW, era la prima volta che vedevo uno spettacolo simile. Quando ero piccolo, prima dela guerra e prima di tutto questo, avevo visto il cielo tantissime volte. Lo ricordo benissimo quell'azzurro immenso... ma questo azzurro che ho visto oggi era diverso, più scuro, più intenso, come se avessimo aperto una finestra sullo spazio cosmico. Non lo so cosa sia successo alla nostra atmosfera, continuano a dirci che lo stato di ozono è scomparso sul 90% della superficie terrestre e che lo spessore dell'atmosfera si è ridotto di un terzo e che all'esterno non potremmo vivere. Però lo spettacolo di questa mattina è stato incredibile. Ma la vera star di quel cielo era il SOLE. Nascosto dietro la coltre di nubi, non avevo mai sentito i raggi del sole sul mio viso, ma questa mattina tutto è stato diverso. Non c'era più solo quel solito gelido vento: c'era anche il calore dei raggi solari. Mi sono sentito vivo, parte dell'universo. E' stato il Paradiso, davvero. Ed è per questo che devo trovare un modo di uscire da qui. Ci deve essere un modo per vivere all'esterno.