Seduto a questa sedia osservo il mondo.
Attraverso uno squarcio tra gli alberi
scorgo prati verdi oltre la valle,
con colline gravide rivolte al cielo.
Una finestra sulla volta celeste.
giovedì 22 maggio 2008
mercoledì 21 maggio 2008
La fine
Non lo sa nessuno se sopravviveremo anche questa volta. I bombardamenti non cessano, e siamo ormai a corto di viveri. Gli adulti cercano di tranquillizzare i bambini, ma è difficile tranquillizzare qualcuno quando nemmeno tu sai come andrà a finire. Ormai siamo tutti terrorizzati. Il terrore è entrato nei volti e negli sguardi di tutti, e te ne accorgi dalle occhiaie: chi è spaventato a morte non riesce più a riposare. Ed è già da sei giorni che tutto ciò va avanti. Da un momento all'altro il nostro rifugio potrebbe essere scoperto e noi tutti uccisi. Non avrei mai pensato che il destino potesse riservarci tutto ciò. Avevamo tutto, ed ora ci stiamo autodistruggendo. Non ho ancora compreso le ragioni di questa guerra, e più passa il tempo più non riesco a farmene una ragione. Perché è successo tutto ciò? Perché??? Ti svegli un giorno e ti accorgi che il mondo è cambiato. Anzi, no, ho sbagliato. Il mondo non può cambiare così rapidamente. Se il mondo che vedo è così, è solo perché l'uomo, ad un certo punto, si è lasciato andare ed ha tirato fuori l'essere animale che covava al suo interno. Forse tutto ciò è cominciato perché dentro siamo tutti degli animali, delle bestie che hanno una sorta di bramosia per il sangue. Siamo bestie dai denti grondanti di sangue, e questo ci piace.
domenica 4 maggio 2008
Il SOLE
Non ricordo quando fu l'ultima volta che uscii. Deve essere stato almeno tre mesi fa. Sì, tre mesi fa, subito dopo la festa di compleanno di Janine... Per una volta che ci era stato consentito di festeggiare non potevamo certo rispettare il divieto di uscire all'esterno. Poi, in fin dei conti, che differenza fanno 2 mesi di vita in meno se la vita non è più vita.
Da quando è terminata la guerra saremmo sì e no usciti al massimo 4 volte. 4 volte in 10 anni. Non ce la faccio più a stare in questo dannatissimo posto. Pur sforzandomi di chiamarlo casa, questa non è una casa. Non c'è nulla che mi ricordi la nostra vecchia casa. Nulla. Me lo ricordo ancora molto bene l'odore tipico di casa, l'atmosfera che si respirava. Qui invece non c'è alcun odore. Questi stupidi filtri, pur mantenendoci in vita, rendono la nostra vita asettica. Per non parlare poi dell'atmosfera che invece si respira qui dentro. No, non sarà mai casa questa, e non potrà nemmeno mai esserlo. In fin dei conti tutto ciò è stato creato per permetterci di sopravvivere, non certo di "vivere". Ma lasciamo stare.
Allora, sì, questa mattina finalmente ho rimesso il muso fuori dallo shelter! Non mi piace contravvenire alle regole, ma questa mattina ho sentito dentro di me come un impulso irrefrenabile ed una voce che mi spingevano ad uscire. In realtà credo che tutto ciò sia nato dall'ultima conversazione avuta con Mark due giorni fa. Il suoi occhi mentre descriveva ciò che aveva visto all'esterno, brillavano. Non avevo mai visto Mark così carico. E' una persona che ama sorridere, anche se di questi tempi non c'è poi molto di cui essere felici, ma così come lo vidi due giorni fa non mi era mai capitato di vederlo. Si capiva che ciò che aveva visto lo aveva completamente rapito. Ed è forse per questa ragione che, dopo due giorni con questo tarlo nella testa, mi sono deciso di uscire. Dovevo vederlo! Dovevo vedere il SOLE!
Le uscite dello shelter sono tutte sorvegliate, per cui non ho nemmeno provato a raggirare il turno di guardia. Mi sono affidato a quanto mi aveva detto Mark, ovvero che esisteva un condotto di aerazione al di sopra della sezione 24AB01, attualmente in manutenzione. Anche l'ultima volta che eravamo usciti avevamo utilizzato uno di questi condotti in manutenzione. Così, con la scusa di recarmi all'area commerciale della sezione 24AB02, sono riuscito ad intrufolarmi nella sezione in manutenzione ed a trovare il condotto di aerazione. Appena entrati in uno di questi condotti di aerazione in manutenzione si sente subito che c'è qualcosa di diverso: quell'aria che sa di... aria. Non so spiegarlo scientificamente, ma quell'aria ti riempie i polmoni in un modo diverso dall'aria che respiriamo qui sotto.
Comunque, risalito attraverso il condotto, smontato il pannello e la griglia esterni, ho finalmente rivisto il cielo. Non c'è voluto molto a capire il perché di quegli occhi: il cielo, che era sempre stato completamente grigio tutte le volte che ero riuscito a mettere il muso fuori da Neo Esperantia, questa volta presentava uno squarcio azzurro intenso. WOW, era la prima volta che vedevo uno spettacolo simile. Quando ero piccolo, prima dela guerra e prima di tutto questo, avevo visto il cielo tantissime volte. Lo ricordo benissimo quell'azzurro immenso... ma questo azzurro che ho visto oggi era diverso, più scuro, più intenso, come se avessimo aperto una finestra sullo spazio cosmico. Non lo so cosa sia successo alla nostra atmosfera, continuano a dirci che lo stato di ozono è scomparso sul 90% della superficie terrestre e che lo spessore dell'atmosfera si è ridotto di un terzo e che all'esterno non potremmo vivere. Però lo spettacolo di questa mattina è stato incredibile. Ma la vera star di quel cielo era il SOLE. Nascosto dietro la coltre di nubi, non avevo mai sentito i raggi del sole sul mio viso, ma questa mattina tutto è stato diverso. Non c'era più solo quel solito gelido vento: c'era anche il calore dei raggi solari. Mi sono sentito vivo, parte dell'universo. E' stato il Paradiso, davvero. Ed è per questo che devo trovare un modo di uscire da qui. Ci deve essere un modo per vivere all'esterno.
Da quando è terminata la guerra saremmo sì e no usciti al massimo 4 volte. 4 volte in 10 anni. Non ce la faccio più a stare in questo dannatissimo posto. Pur sforzandomi di chiamarlo casa, questa non è una casa. Non c'è nulla che mi ricordi la nostra vecchia casa. Nulla. Me lo ricordo ancora molto bene l'odore tipico di casa, l'atmosfera che si respirava. Qui invece non c'è alcun odore. Questi stupidi filtri, pur mantenendoci in vita, rendono la nostra vita asettica. Per non parlare poi dell'atmosfera che invece si respira qui dentro. No, non sarà mai casa questa, e non potrà nemmeno mai esserlo. In fin dei conti tutto ciò è stato creato per permetterci di sopravvivere, non certo di "vivere". Ma lasciamo stare.
Allora, sì, questa mattina finalmente ho rimesso il muso fuori dallo shelter! Non mi piace contravvenire alle regole, ma questa mattina ho sentito dentro di me come un impulso irrefrenabile ed una voce che mi spingevano ad uscire. In realtà credo che tutto ciò sia nato dall'ultima conversazione avuta con Mark due giorni fa. Il suoi occhi mentre descriveva ciò che aveva visto all'esterno, brillavano. Non avevo mai visto Mark così carico. E' una persona che ama sorridere, anche se di questi tempi non c'è poi molto di cui essere felici, ma così come lo vidi due giorni fa non mi era mai capitato di vederlo. Si capiva che ciò che aveva visto lo aveva completamente rapito. Ed è forse per questa ragione che, dopo due giorni con questo tarlo nella testa, mi sono deciso di uscire. Dovevo vederlo! Dovevo vedere il SOLE!
Le uscite dello shelter sono tutte sorvegliate, per cui non ho nemmeno provato a raggirare il turno di guardia. Mi sono affidato a quanto mi aveva detto Mark, ovvero che esisteva un condotto di aerazione al di sopra della sezione 24AB01, attualmente in manutenzione. Anche l'ultima volta che eravamo usciti avevamo utilizzato uno di questi condotti in manutenzione. Così, con la scusa di recarmi all'area commerciale della sezione 24AB02, sono riuscito ad intrufolarmi nella sezione in manutenzione ed a trovare il condotto di aerazione. Appena entrati in uno di questi condotti di aerazione in manutenzione si sente subito che c'è qualcosa di diverso: quell'aria che sa di... aria. Non so spiegarlo scientificamente, ma quell'aria ti riempie i polmoni in un modo diverso dall'aria che respiriamo qui sotto.
Comunque, risalito attraverso il condotto, smontato il pannello e la griglia esterni, ho finalmente rivisto il cielo. Non c'è voluto molto a capire il perché di quegli occhi: il cielo, che era sempre stato completamente grigio tutte le volte che ero riuscito a mettere il muso fuori da Neo Esperantia, questa volta presentava uno squarcio azzurro intenso. WOW, era la prima volta che vedevo uno spettacolo simile. Quando ero piccolo, prima dela guerra e prima di tutto questo, avevo visto il cielo tantissime volte. Lo ricordo benissimo quell'azzurro immenso... ma questo azzurro che ho visto oggi era diverso, più scuro, più intenso, come se avessimo aperto una finestra sullo spazio cosmico. Non lo so cosa sia successo alla nostra atmosfera, continuano a dirci che lo stato di ozono è scomparso sul 90% della superficie terrestre e che lo spessore dell'atmosfera si è ridotto di un terzo e che all'esterno non potremmo vivere. Però lo spettacolo di questa mattina è stato incredibile. Ma la vera star di quel cielo era il SOLE. Nascosto dietro la coltre di nubi, non avevo mai sentito i raggi del sole sul mio viso, ma questa mattina tutto è stato diverso. Non c'era più solo quel solito gelido vento: c'era anche il calore dei raggi solari. Mi sono sentito vivo, parte dell'universo. E' stato il Paradiso, davvero. Ed è per questo che devo trovare un modo di uscire da qui. Ci deve essere un modo per vivere all'esterno.
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